La Kosmo-logia di un carattere

Metti che un giorno un tuo caro amico, che da 20 anni fa il DJ e il musicista, si accorge che il suo personal brand ha bisogno di un logo. Si rivolge a INTU, che è specializzata e adora sviluppare progetti che abbiano a che fare con la musica, e si incomincia il viaggio.
Uniche indicazioni: “vorrei che nel logo ci fosse il viola e l’oro”. Good!
Immagina che vi conosciate bene e che quindi non sia difficile trovare un marchio che lo rappresenti. In questo caso, l’animale totemico Orso. Ma metti anche che non sia così facile trovare il giusto equilibrio e il giusto dialogo con il logotipo.

Eravamo in cerca di un’immagine solida, forte, decisa e aggressiva. Potente.
Per un po’ abbiamo “viaggiato” con il Blockt (disegnato da Jeff Bensch nel 2014) che già dal nome infonde una certa sicurezza, ma a una osservazione attenta la lettera J era poco leggibile e gli angoli troppo… “angolosi”!
Quando associammo il Planet Kosmos, con cui c’era già stato un amore a prima vista, ci accorgemmo che il processo alchemico era completo.
Il Planet Kosmos (disegnato da Mads Rydahl nel 1995) è un font in movimento, essenziale, massiccio. Le ascendenti e discendenti sono brevissime e hanno le estremità oblique che seguono l’inclinazione dell’occhio (o altezza). Questo non gli fa perdere in leggibilità e guadagna in compattezza. Profuma di musica già da lontano (i Planet Funk?). A guardarlo da vicino si vedono già DJ performances nei club più fighi. Ha 24 anni ma non li dimostra. Sa di funky, di elettronica, di dance e anche di hip hop.
È un carattere un po’ difficile in effetti. Non è adatto a tutti gli ambienti e sta meglio da solo.
Ma quando trova il giusto partner, sa essere davvero un ottimo amico.

Alexandra 19.03.2018